Forestali

IL SIFUS: SINDACATO FORESTALI UNITI PER LA STABILIZZAZIONE.

Nasce a Catania, il 21 gennaio 2011, dalla determinazione di centinaia e centinaia di lavoratori forestali catanesi e siciliani che, nel 2010 si erano resi protagonisti di una straordinaria stagione di lotte in tutta la regione siciliana ( con epicentro nel Calatino), per rivendicare il rispetto dell’accordo sottoscritto tra sindacati Confederali e Governo Lombardo nel maggio del 2009.
Questo accordo prevedeva il transito dei lavoratori del contingente dei 78isti in quello dei 101isti; dei 101isti in quello dei 151isti e dei 151isti a 180isti. L’accordo escludeva dai benefici i 151isti del settore antincendio.
Furono parecchie le azioni di lotta promosse dal movimento spontaneo dei forestali praticate nel corso del 2010 ( manifestazioni, scioperi, cortei, ecc.) tra cui, la più importante e nello stesso tempo esaltante, fu la riproposta dello “sciopero alla rovescia”.
Questa clamorosa forma di protesta prendeva spunto da quanto praticato dai braccianti nei latifondi nei decenni precedenti l’approvazione della legge sulla riforma agraria del 1950. I braccianti, senza autorizzazione, lavoravano le terre incolte e abbandonate per renderle produttive in maniera da sfamarsi e contestualmente per rivendicarne l’assegnazione.
Allo stesso modo, in molti cantieri della provincia di Catania, purtroppo, in pochi delle altre province ( Palermo ,Siracusa, Enna), il movimento provava ad interpretare, in chiave moderna, quella straordinaria stagione di lotte nei cantieri forestali: al completamento delle giornate di legge (78-101-151), i forestali rimanevano davanti i cancelli, chi per pochi giorni, chi per settimane e chi fino al completamento delle giornate previste dal disatteso accordo sindacale del 2009.
Così facendo i forestali gridavano al Governo: Tu non mi dai il lavoro ma io vado a lavorare lo stesso!
Questa stagione di lotte determinò una netta spaccatura tra i lavoratori forestali tornati prepotentemente alla lotta, guidati dallo scrivente, da Alessandro Troia, da Carmelo Sipala, da Angelo Cammucca, da Giuseppe Fiore, da Domenico Delemmi, ecc, e le organizzazioni sindacali confederali (cgil-cisl-uil) che, pur avendo sottoscritto un accordo col Governo, non furono in grado di farlo rispettare.
La lotta dimostrò che l’accordo in questione più che un accordo pro forestali era un accordo “presa in giro” per i lavoratori, finalizzato a mascherare un’ intesa elettorale tra i partiti del Governo Lombardo, i sindacati confederali ed il PD.
Con i lavoratori guidati dal movimento forestali si schierarono i piccoli sindacati autonomi, quali ISA e CODIRES e il sindacato di base denominato CUB che si costituirono in comitato unitario.
Un comitato che il 2 dicembre 2010, riuscì ad essere promotore ed attore di una delle più importanti manifestazioni della storia dei forestali siciliani, portando in piazza oltre 4 mila forestali e paralizzando Palermo.
A Palazzo D’Orleans, a ricevere i forestali non fu la classe politica, alleata dei sindacati confederali, ma funzionari competenti che per la prima volta, ascoltavano senza filtri la voce dei lavoratori che non erano lì a chiedere “l’elemosina” (come sempre fino ad allora), ma la stabilizzazione, quale giusto riconoscimento dopo trent’anni di stagionalità.
In tarda serata,la delegazione dei lavoratori venne cacciata fuori dal Palazzo con la forza. Un imponente squadra di agenti di polizia fece muro contro i lavoratori, costringendo tre di loro ( Fiore, La Delfa e il sottoscritto) a ricorrere alle cure mediche dell’ospedale Civico di Palermo.
La manifestazione del 2 dicembre così come “lo sciopero alla rovescia” non produsse nulla nell’immediato, ma rappresentò, di fatto, l’inizio di “un altro modo” di fare sindacato sulla scena politico-sindacale. I forestali avevano finalmente trovato un “megafono” con cui rivendicare i propri bisogni. La loro lotta,la loro unione “dal basso”, gli offriva la possibilità di dare voce “al naturale ed urgente” bisogno di stabilizzazione.

Il 21 gennaio 2011, in via Ughetti 75 Catania, nasceva il SIFUS, ossia, il sindacato forestali uniti per la stabilizzazione. Gli obiettivi, ieri come oggi, sono gli stessi e noti a tutti: da un lato, lotta per il massimo delle giornate lavorative annue e dall’altro, lotta per il lavoro a tempo indeterminato per tutti.
La lotta del SiFUS per la stabilizzazione non si è manifestata attraverso la mera rivendicazione di “chiacchiere” verso i Governi che si sono fin qui susseguiti, ma attraverso fatti concreti.
L’elaborazione e presentazione all’Assemblea Regionale Siciliana della prima proposta di legge della storia di iniziativa popolare che, prevede la stabilizzazione di tutti i forestali dentro un quadro produttivo e di pubblica utilità, nè rappresenta la testimonianza più autentica.
Elemento centrale del ddl è rappresentato dall’allargamento delle competenze fino ad oggi affidate al settore forestale con nuovi ambiti in maniera che il comparto possa attingere da ulteriori canali di finanziamento.
In sintesi, con l’allargamento delle competenze, i forestali, oltre ad occuparsi di ciò di cui si occupano già ( manutenzione del territorio e difesa degli incendi), devono occuparsi di altre tipologie di lavori.
Dopo un anno di lavoro preparatorio, durato tutto il 2011, fatto di assemblee e riunioni in tantissimi comuni siciliani, sono state raccolte le firme necessarie a sostegno della proposta di legge pro stabilizzazione come previsto dalle indicazioni legislative in materia.
Il 16 gennaio 2012, nonostante i problemi frapposti dallo sciopero dei forconi, all’Assessorato Enti Locali, furono consegnate 20 mila certificati elettorali. I funzionari dell’Assessorato ad un certo punto, si stancarono e si fermarono a contarne 13 mila, poiché ne bastavano 10 mila.
Il 18 aprile 2012, il Presidente dell’ARS, on. Cascio, comunicava che il ddl era stato reputato degno di essere accolto all’ ARS, sia dal punto di vista della compatibilità con le norme generali che della copertura finanziaria.
Il 15 maggio 2012, dopo una manifestazione del SIFUS a sostegno del ddl, in piazza Indipendenza a Palermo, questo veniva inviato in Commissione Attività Produttive. Una settimana dopo, ricevuto esito positivo, passava al vaglio della Commissione Territorio ed Ambiente, dalla quale veniva esitato positivamente a fine giugno. Prima di passare in Commissione Bilancio, purtroppo, cadeva in disgrazia il Governo Lombardo e quindi, anche le speranze del ddl promosso dal SiFUS.
Il nuovo Governo che vedeva Crocetta Presidente della Regione era fortemente legato ai sindacati confederali e, quindi, il SiFUS registrava grandi difficoltà, non solo a far riprendere la discussione del ddl sulla stabilizzazione, ma financo, ad interagire con gli uffici direzionali sia a livello centrale che periferico, per gestire l’ordinaria amministrazione necessaria a tutelare i forestali relativamente le giornate lavorative di legge.
Anche con questo Governo, l’azione sindacale del SiFUS continuò ad essere caratterizza dalla rivendicazione del massimo delle giornate possibili e dalla lotta per l’approvazione del ddl sulla stabilizzazione che, dal 2013, si chiamerà ddl 104.
Nonostante gli ostacoli incontrati, il SiFUS continuava a crescere e a radicarsi nella stragrande maggioranza del territorio siciliano.
E’ sotto il Governo Crocetta che il SIFUS si caratterizzava per alcune battaglie che lasciano il segno nella storia del settore forestale.
• In seguito ad una serie di lotte significative e di un esposto alla Procura della Repubblica il SiFUS riuscì a bloccare ( in piazza con noi c’erano sempre i forestali aderenti all’associazione MAB) lo smantellamento del settore antincendio. Il Governo Crocetta infatti, col consenso dei sindacati confederali, aveva previsto in finanziaria, il transito del 20% ogni anno per 3 anni, degli addetti antincendio al settore manutenzione.
• In seguito ad importanti azioni di lotta, riusciva a bloccare la riforma del comparto voluta dall’Assessore all’Agricoltura on. Cracolici. Attraverso questa riforma, applaudita dai sindacati confederali e non ostacolata da quelli autonomi, si intendevano mettere in discussione financo le garanzie occupazionali previste dalla legge.
Fondamentale per questa vertenza fu il dibattito in una trasmissione televisiva, su RAI 1, “l’arena” condotta da Giletti, in cui parteciparono sia lo scrivente per il SiFUS che il Presidente della Regione. Nei giorni successivi infatti, i rapporti tra il SiFUS che, adduceva forti ragioni contro la riforma Cracolici e il Presidente, divennero più distesi tant’è che, nonostante la riforma fosse stata votata dal Governo, non fu mai avviato l’iter parlamentare.
Non sono mancate le battaglie che nel corso del quinquennio di Governo Crocetta sono state perse dal SiFUS seppur lottando sempre a testa alta.
Ecco le 3 più significative:
• nel 2014, contro la norma che istituiva la “graduatoria unica” . Con questa graduatoria sia i forestali addetti alla manutenzione che quelli addetti all’antincendio, nonostante fossero stati assunti con leggi diverse e provenissero da storie diverse, venivano inseriti dentro lo stesso contenitore. Risultato:la graduatoria spesso registrava nei primi posti chi precedentemente occupava le ultime posizioni e viceversa.
Il SiFUS ha perso questa battaglia nonostante abbia promosso uno specifico ricorso al Commissario dello Stato ed abbia intentato due cause davanti al Giudice;
• 2015, per il mancato completamento delle giornate di legge. Quell’anno, i 78isti, di diverse province, non riuscirono a completare le giornate di legge così come i 101isti dell’antincendio. Contro questo stato di cose, furono promosse centinaia di cause da parte del nostro Ufficio Legale, ma sopratutto, significative manifestazioni di lotta sindacale nel capoluogo siciliano. Il 18 novembre, a Palermo, durante un corteo, lo scrivente, veniva addirittura, arrestato e trattenuto in Questura per un giorno intero. L’obiettivo era quello di impedire allo scrivente medesimo, di partecipare ad un incontro col Presidente della Regione e gli altri Sindacati in cui sarebbe emerso che, ritardi nell’accreditamento di fondi, avrebbero impedito di completare le giornate di legge.
• Nel quinquennio stop alla trasformazione in legge del ddl 104. Nonostante l’organizzazione di decine di convegni alla rovescia, consentirono al ddl medesimo, di tornare più volte in Commissione Territorio ed Ambiente per essere affrontato e discusso, è rimasto tutto fermo. La nota positiva del quinquennio, è tuttavia rappresentata dall’invenzione dei convegni alla rovescia. Il convegno alla rovescia è quell’assemblea che vede i lavoratori come relatori e i deputati come ascoltatori. E’ questo strumento che ha consentito al SiFUS di relazionarsi, oltre che con migliaia di forestali, con decine di parlamentari regionali offrendogli materialmente i mezzi per conoscere le condizioni e la versatilità professionale dei forestali. Tra questi deputati, quelli che hanno partecipato più assiduamente a questi convegni sono gli stati gli on.li Figuccia, Palazzotto, Musumeci e Cancelleri.
A questi ultimi due deputati che nel 2017 si sono candidati a guidare la regione siciliana, il SiFUS ha chiesto, durante la campagna elettorale, precisi impegni pro stabilizzazione dei lavoratori forestali.
L’On. Musumeci che, tra gli altri, ha assunto pubblicamente impegni importanti verso il comparto forestale, ha vinto le elezioni regionali e sta governando fino ad oggi la regione siciliana.
Il Governo Musumeci relativamente al comparto forestale, ad oggi, si è caratterizzato per il completamento delle giornate di legge e, grazie alle favorevoli condizioni meteorologiche, per una significativa riduzione di incendi boschivi, rispetto a quelli copiosi degli anni precedenti. Inoltre, nell’agosto del 2018,assieme ai sindacati confederali per aver sottoscritto il rinnovo del Contratto integrativo regionale di categoria, sul quale ha trovato la ferma opposizione del SiFUS che, per contrastarlo e chiederne la rivisitazione in senso progressista, ha raccolto quasi 9 mila firme tra i forestali delusi.
In verità, questo contratto integrativo era stato votato nell’ultima riunione della Giunta Crocetta (naturalmente senza copertura economica) per permettere all’ex Assessore Regionale all’Agricoltura, on. Cracolici, di trarne vantaggi elettorali ed era stato finanziato in occasione del dibatto sulla prima finanziaria Musumeci, con un sub emendamento proposto dal PD, votato dal movimento 5 stelle e da pezzi della maggioranza.
Questo contratto integrativo, oltre a peggiorare le condizioni dei lavoratori, a spese di diritti acquisiti e tutele (in questo sito troverete uno specifico documento sull’argomento), regala ai sindacati confederali, ben 9 mila ore di permessi sindacali come nell’era in cui i forestali erano 35 mila e loro agivano in regime di monopolio sindacale.
Il resto è storia attuale.
Tra aprile e maggio 2019, il Governo Musumeci attraverso gli assessorati competenti, ha raccolto le proposte di riforma del comparto forestale avanzate dai vari sindacati di settore.
Le proposte, sostanzialmente, sono 2:
– quella dei sindacati confederali ( che dal 2009 ad oggi, hanno cambiato la loro posizione ben 3 volte) che auspicano una riforma che preveda per il lavoro dei forestali 2 soli contingenti: 151isti e tempo indeterminato;
– quella dei sindacati autonomi e di base, tra cui il SiFUS, che verte, sostanzialmente, sul ddl 104 e che mira a definire una riforma capace di mettere a sistema ambiente,territorio, forestazione e lavoro e punta al tempo indeterminato per tutti.
Tra fine dicembre 2019 e gennaio 2020, sono stati organizzati, presso la sede dell’Assessorato al Territorio ed Ambiente, due tavoli tecnici a cui hanno partecipato, oltre che i rappresentanti del Governo e gli alti dirigenti degli assessorati competenti, tutti i sindacati. Siamo nella fase in cui si aspetta la proposta del Governo su cui lavorare, fermo restando che non potrà non tenere conto, oltre che dei contenuti del dibattito dei 2 incontri in argomento, di 2 eventi importanti che si sono sviluppati nelle ultime settimane:
• la vittoria dei ricorsi per il risarcimento dei danni per l’uso continuato dei contratti a termine che ha visto il Tribunale di Ragusa dare ragione a parecchi lavoratori forestali;
• la procedura d’infrazione promossa dall’Unione Europea contro la Regione Siciliana per l’abuso dei contratti a termine.
In ogni caso,il SiFUS si batterà affinchè, indipendentemente, dalla sentenza del Tribunale di Ragusa e dalla procedura europea d’infrazione, il Governo Musumeci sostenga una riforma che guarda verso la stabilizzazione di tutti i lavoratori forestali.

Roma 30 gennaio 2020 Maurizio Grosso